BATTESIMO DEL SIGNORE – FESTA – ANNO A-


Vangelo Commentato dai Padri

BATTESIMO DEL SIGNORE – FESTA – ANNO A-

Vangelo di Matteo 3, 13-17

In quel tempo Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?». Ma Gesù gli disse: «Lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia».
Allora Giovanni acconsentì.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. Ed una voce dal cielo disse: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto».

VERSETTI 13-15

Allora Gesù venne dalla Galilea al Giordano da Giovanni, per essere battezzato da lui; ma Giovanni glielo impediva dicendo: Sono io che devo essere battezzato da te e tu vieni da me? Ma Gesù rispondendo gli disse: Lascia; cosi infatti conviene che adempiamo ogni giustizia. Allora lo lasciò.

GLOSSA: Dopo che con la predicazione del suo precursore Cristo fu preannunziato al mondo, alla fine colui che per tanto tempo era rimasto nascosto volle manifestarsi agli uomini; per cui si dice: Allora Gesù venne dalla Galilea al Giordano da Giovanni, per essere battezzato da lui.

REMIGIO: Bisogna sapere che in queste parole si descrivono le persone, i luoghi, il tempo e la funzione. Il tempo quando dice: Allora.

RABANO: Quando cioè aveva trent’anni; e qui mostra che nessuno deve essere istituito sacerdote o predicatore se non ha l’età perfetta. Giuseppe a trent’anni assume il governo dell’Egitto; Davide a quell’età iniziò il regno; Ezechiele allo stesso tempo ottenne di essere profeta.

CRISOSTOMO: Poiché dopo il battesimo doveva cessare la legge, colui che può prendere tutti i peccati venne al battesimo in questa età, affinché, osservata la legge, nessuno dicesse che l’aveva sciolta perché non poteva adempierla.

CRISOSTOMO [Ps.]: Allora, cioè quando Giovanni predicava: «Fate penitenza», per confermare la sua predicazione e ricevere testimonianza da Giovanni. Come quando procede la stella del mattino la luce del sole non aspetta il suo tramonto ma avanza mentre essa spunta, e con la sua luce oscura il suo splendore, così anche Cristo non aspettò che Giovanni compisse la sua corsa, ma comparve mentre egli ancora insegnava.

REMIGIO: Vengono considerate le persone quando dice: Gesù venne da Giovanni, cioè Dio all’uomo, il padrone al servo, il re al soldato, la luce alla lucerna. Vengono designati i luoghi quando dice: dalla Galilea al Giordano. Galilea infatti si interpreta trasmigrazione. Chiunque dunque vuole essere battezzato trasmigri dai vizi alla virtù, e venendo al battesimo si umili: Giordano infatti si interpreta discesa.

AGOSTINO [Ps. AMBROGIO]: La Sacra Scrittura ricorda che in questo fiume avvennero spesso cose mirabili, dicendo fra l’altro (Sal 113, 3): «Il Giordano si volse indietro». Prima, certo, le acque si erano volte indietro, adesso si volgono indietro i peccati; come anche Elia nel Giordano fece la divisione delle acque, e Cristo Signore nello stesso Giordano operò la separazione dei peccati.

REMIGIO: Si designa la funzione quando segue: per essere battezzato da lui.

CRISOSTOMO [Ps.]: Non per ricevere la remissione dei peccati mediante il battesimo, ma per lasciare le acque santificate per coloro che sarebbero stati battezzati in seguito.

AGOSTINO [Ps.]: Il Salvatore infatti volle essere battezzato non per acquistare la mondezza per sé, ma per mondare le acque per noi. Dal fatto che egli si immerge nell’acqua, questa lava i peccati di tutti. E non c’è da meravigliarsi se possiamo dire che l’acqua, cioè una sostanza corporea, giunge a purificare l’anima: vi giunge senza dubbio, e penetra in tutti i nascondigli della coscienza. Sebbene infatti essa sia fine e semplice, tuttavia, divenuta più fine con la benedizione di Cristo, attraversa con una rugiada più fine le ragioni nascoste della vita e i segreti della mente. È più fine infatti il corso delle benedizioni che il cammino dell’acqua. Per cui la benedizione che fluì dal battesimo del Salvatore, come un fiume spirituale riempì le correnti di tutte le acque e le vene di tutte le fonti.

CRISOSTOMO [Ps.]: Ora, venne al battesimo affinché si trovasse che colui che assunse la natura umana ha adempiuto tutto il mistero della natura umana: infatti egli, sebbene non fosse peccatore, tuttavia assunse una natura peccatrice. Per questo, sebbene non avesse bisogno del battesimo per sé, tuttavia ne aveva bisogno la natura carnale negli altri.

AGOSTINO: Così pure, volle essere battezzato perché volle fare ciò che comandava di fare a tutti, in modo che il buon maestro esprimesse il suo insegnamento non soltanto con le parole, quanto lo esercitasse con gli atti.

AGOSTINO: Si degnò dunque di essere battezzato da Giovanni affinché i servi conoscessero con quanto ardore dovessero accorrere al battesimo del Signore, quando egli stesso non disdegnò di ricevere il battesimo del servo.

GIROLAMO: Così pure volle essere battezzato per comprovare con il suo battesimo il battesimo di Giovanni.

CRISOSTOMO: Poiché però era un battesimo di penitenza, e veniva dato per mostrare le colpe, affinché qualcuno non pensasse che Cristo era venuto al Giordano per questa ragione, per questo a lui che veniva disse: Sono io che devo essere battezzato da te e tu vieni da me, quasi a dire…

[CRISOSTOMO, Ps.]: che tu mi battezzi è per un motivo ragionevole, affinché io diventi giusto, e degno del cielo; ma qual è la ragione perché io ti battezzi? Ogni bene discende dal cielo sulla terra, non sale dalla terra al cielo.

ILARIO: Infine, non può essere battezzato da Giovanni come Dio, e così insegna che ciò doveva accadere in lui come uomo; per cui segue: Ma Gesù rispondendo gli disse: Lascia (sine modo).

GIROLAMO: Giustamente dice: Lascia (modo), per mostrare che Cristo doveva essere battezzato da Giovanni nell’acqua, Giovanni da Cristo nello spirito. Oppure in altro modo: Lascia, affinché io che ho assunto la natura del servo eserciti anche la sua umiltà; altrimenti sappi che nel giorno del giudizio tu dovrai essere battezzato col mio battesimo. Oppure: Lascia, così che il Signore dica: ho anche un altro battesimo nel quale pure devo essere battezzato. Tu mi battezzi nell’acqua, affinché io ti battezzi per me nel tuo sangue.

CRISOSTOMO [Ps.]: Con questo mostra anche che in seguito Cristo battezzò Giovanni, sebbene ciò sia anche scritto manifestamente nei libri apocrifi. Ma lascia, affinché io compia la giustizia del battesimo non con le parole ma con i fatti: prima lo riceverò, poi predicherò; per cui segue: così infatti conviene che adempiamo ogni giustizia; dove non dice che se sarà battezzato compirà ogni giustizia, ma così: cioè come la giustizia del battesimo prima la adempì con i fatti e poi la predicò, così anche ogni altra giustizia, secondo le parole (At 1, 1): «Gesù cominciò a fare e a insegnare». Oppure: così è necessario che ni compiamo ogni giustizia del battesimo, cioè secondo la disposizione della natura umana; così infatti adempì la giustizia del nascere, del crescere e di altre cose simili.

ILARIO: Inoltre ogni giustizia doveva essere adempiuta per mezzo di lui, l’unico che poteva compiere la legge.

GIROLAMO: Però non aggiunge: la giustizia della legge, o della natura, affinché le intendiamo tutte e due.

REMIGIO [GLOSSA] oppure: conviene che noi compiamo ogni giustizia, cioè che mostriamo con l’esempio che ogni giustizia va compiuta nel battesimo, senza il quale non si apre la porta nel regno celeste. Oppure anche che i superbi imparino un esempio di umiltà, non disdegnando di essere battezzati dai miei umili membri, mentre vedono che io sono battezzato da te, Giovanni, mio servo. Però è vera quell’umiltà che è accompagnata dall’obbedienza; per cui aggiunge: Allora lo lasciò, cioè alla fine acconsentì a battezzarlo.

VERSETTO 16

Gesù, dopo che fu battezzato, salì subito dall’acqua, ed ecco che gli si aprirono i cieli, e vide lo Spirito di Dio che discendeva come una colomba e veniva sopra di lui.

AGOSTINO [Ps. AMBROGIO]: Poiché, come si è detto, quando il nostro Salvatore viene lavato già allora tutta l’acqua viene mondata per il nostro battesimo, affinché la grazia del lavacro venga amministrata a tutti i popoli che seguiranno era anche necessario che nel battesimo di Cristo venissero designate quelle cose che i fedeli conseguono mediante il battesimo; per cui si dice: Gesù, dopo che fu battezzato, salì subito dall’acqua.

CRISOSTOMO [Ps.]: Ciò che è avvenuto in Cristo appartiene al mistero di tutti coloro che in seguito dovranno essere battezzati; per questo dice subito e non dice semplicemente salì: poiché tutti coloro che vengono battezzati degnamente in Cristo salgono subito dall’acqua, cioè progrediscono verso le virtù e vengono sollevati alla dignità celeste; coloro infatti che erano entrati nell’acqua come uomini carnali e figli di Adamo peccatori, subito salgono dall’acqua resi figli di Dio spirituali. Se poi alcuni per loro colpa non vengono santificati dal battesimo, perché si fanno battezzare?

RABANO: Dunque il Signore, poiché con l’immersione del suo corpo ha consacrato per noi il lavacro del battesimo, ha dimostrato che anche a noi, dopo che abbiamo ricevuto il battesimo, si apre la porta del cielo e viene dato lo Spirito Santo; per cui segue: e gli si aprirono i cieli.

GIROLAMO: Non con l’apertura degli elementi, ma agli occhi spirituali, come anche Ezechiele al principio del suo libro ricorda che si aprirono.

CRISOSTOMO [Ps.]: Se infatti fosse stata squarciata proprio la sostanza dei cieli, non avrebbe detto: gli si aprirono, poiché ciò che si apre corporalmente rimane aperto per tutti. Ma qualcuno dirà: che cosa dunque? I cieli erano stati chiusi davanti agli occhi del Figlio di Dio il quale, anche dimorando in terra, era stabilito in cielo? Ma bisogna sapere che come secondo la condizione umana fu battezzato, così secondo la condizione umana gli si aprirono i cieli; ma secondo la natura divina era nei cieli.

AGOSTINO: Ma forse che, anche secondo la natura umana, i cieli gli furono aperti allora per la prima volta? Infatti la fede della Chiesa crede e insegna che i cieli non gli erano meno aperti prima che dopo. Si dice dunque che gli furono aperti i cieli perché a tutti i rinati viene aperta la porta del regno celeste.

CRISOSTOMO [Ps.]: Forse perché prima c’erano alcuni ostacoli invisibili, a motivo dei quali le anime dei defunti non potevano entrare nei cieli. Infatti ritengo che nessun’anima prima di Cristo sia salita in cielo da quando Adamo peccò e i cieli si chiusero. Ma ecco, solo quando Cristo fu battezzato si sono aperti; dunque dopo che vinse il tiranno mediante la croce, poiché non erano necessarie le porte per il cielo che non doveva più chiudersi, gli Angeli non dicono: aprite le porte, dato che erano già state aperte, ma (Sal 23, 7): «Togliete le porte». Oppure ai battezzati si aprono i cieli, ed essi vedono quelle cose che sono in cielo, non vedendo con gli occhi carnali, ma credendo con quelli spirituali della fede. Oppure così: i cieli sono le divine Scritture, che tutti leggono ma non tutti capiscono, all’infuori di quelli che furono battezzati in modo da ricevere lo Spirito Santo. Per cui anche agli Apostoli all’inizio erano chiuse le Scritture dei Profeti, ma, ricevuto lo Spirito Santo, furono aperte ad essi tutte le Scritture. Tuttavia, in qualsiasi modo lo si intenda, i cieli furono aperti a lui, cioè a tutti a motivo di lui; come se l’Imperatore dicesse a uno che chiede a favore di un altro: questo beneficio non lo do a lui, ma a te; cioè a lui a motivo di te.

GLOSSA: Oppure nel battesimo Cristo fu avvolto da uno splendore così grande che sembrava si fosse aperto il cielo empireo.

CRISOSTOMO: Se però tu non vedi, non essere incredulo: infatti le visioni sensibili appaiono sempre all’inizio delle realtà spirituali, per coloro che non possono intendere in alcun modo la natura incorporea; così che, se dopo esse non avvengono, ricevano la fede dalle cose che sono accadute una volta.

REMIGIO: Ora, come a tutti i rinati nel battesimo si apre la porta del regno celeste, così tutti nel battesimo ricevono i doni dello Spirito Santo; per questo si aggiunge: e vide lo Spirito di Dio che discendeva come una colomba, e veniva sopra di lui.

AGOSTINO: Cristo, infatti, dopo che è nato per gli uomini, rinasce con i sacramenti; così che come ora lo ammiriamo generato da una madre incorrotta, così anche adesso lo riceviamo immerso in un’onda pura. Infatti la madre generò il Figlio, ed è casta; l’acqua lavò Cristo, ed è santa. Infine lo Spirito Santo, che allora le abbondò nel grembo, adesso lo avvolse di luce nell’onda; colui che allora rese casta Maria, ora santifica le acque correnti. Per cui dice: e vide lo Spirito di Dio che discendeva.

CRISOSTOMO [Ps.): Lo Spirito Santo prese la forma di colomba poiché più di tutti gli animali questa è cultrice della carità. Ora, tutte le forme di giustizia che i servi di Dio hanno nella verità le possono avere i servi del diavolo nella simulazione, ma la carità dello Spirito Santo lo spirito immondo non può imitarla. Quindi lo Spirito Santo riservò per sé la forma particolare della carità, poiché nessuna testimonianza fa conoscere dove è lo Spirito Santo meglio della grazia della carità.

RABANO [ANSELMO]: Con la colomba vengono anche indicate sette virtù nei battezzati. La colomba infatti abita presso i corsi d’acqua così che, visto lo sparviero, si immerga e sfugga; sceglie i grani migliori, nutre i piccoli degli altri, non lacera col becco, è priva di fiele, nidifica nelle caverne di pietra, ha come canto il gemito; così anche i santi risiedono presso i corsi d’acqua della divina Scrittura, per sfuggire all’assalto del diavolo; scelgono per pascersi giudizi sani, non eretici; nutrono con l’insegnamento e con l’esempio gli uomini che furono figli del diavolo, cioè suoi imitatori; non pervertono i buoni giudizi rovinandoli come fanno gli eretici; sono privi di un’ira che non si vuole riconciliare; pongono il nido, cioè il loro rifugio e la loro speranza, nelle piaghe della passione di Cristo, che è una solida roccia; come poi gli altri si dilettano nel canto, così essi nel gemito per i peccati.

CRISOSTOMO: Si ricorda anche l’antico episodio: nel diluvio infatti apparve questo animale, portando un ramoscello d’ulivo e annunziando la pace comune al mondo; e tutte queste cose erano figura di quelle future. Infatti adesso la colomba appare mostrandoci il liberatore, e al posto del ramoscello d’ulivo porta l’adozione del genere umano.

AGOSTINO: È facile capire perché si dice che lo Spirito Santo è mandato quando discende sul Signore sotto la forma corporea di una colomba: ebbene, una certa forma creata è stata prodotta nel tempo per manifestare visibilmente lo Spirito Santo. Questa azione manifestatasi visibilmente e offertasi agli occhi mortali è stata chiamata missione dello Spirito Santo: non perché apparisse la sua invisibile sostanza, ma perché i cuori degli uomini, toccati da una visione esteriore, si rivolgessero all’eternità nascosta. La creatura in cui si doveva manifestare lo Spirito Santo non è stata assunta come è stata assunta la forma umana dalla Vergine, cioè nell’unità della persona. Infatti lo Spirito Santo non ha beatificato la colomba, né l’ha congiunta a sé eternamente nell’unità della sua persona. Quindi, sebbene quella colomba sia detta Spirito, per indicare che lo Spirito era stato mostrato dalla colomba, tuttavia non possiamo dire che lo Spirito Santo è Dio e colomba come diciamo che il Figlio è Dio e uomo; né come diciamo che il Figlio è l’agnello di Dio, non solo perché lo dice Giovanni Battista, ma anche perché Giovanni l’Evangelista vide l’agnello ucciso nell’Apocalisse: infatti, in realtà quella visione profetica non fu offerta agli occhi corporei attraverso visioni corporee, ma fu manifestata nello spirito attraverso immagini spirituali dei corpi. Invece di quella colomba nessuno mai dubitò che fu vista dagli occhi; e nemmeno possiamo dire che lo Spirito Santo è colomba come diciamo che il Figlio è pietra (è scritto infatti in 1 Cor 10, 4 che «la pietra era Cristo»). Infatti quella pietra esisteva già nella realtà, e secondo il modo dell’azione ricevette il nome di Cristo che significava; non così invece quella colomba, che d’un tratto esistette solo per significare queste cose. Ciò mi sembra più simile a quella fiamma che apparve nel roveto a Mosè, e a quella che il popolo seguiva nel deserto, e alle folgori e ai tuoni che si verificavano mentre la legge veniva data sul monte. Infatti quei fenomeni sensibili esistettero solo per significare qualcosa e subito scomparire. A motivo dunque di queste forme corporee si dice che lo Spirito Santo fu mandato; ma quelle figure corporee apparvero temporaneamente per mostrare ciò che dovevano mostrare, e poi scomparvero.

GIROLAMO: Si posò sul capo di Gesù affinché qualcuno non pensasse che la voce del Padre si riferisse a Giovanni, non al Signore; per cui segue: e veniva sopra di lui.

VERSETTO 17

Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto.

AGOSTINO: Prima, per mezzo di Mosè o dei profeti, mediante immagini o figure, il Padre aveva insegnato che il Figlio sarebbe venuto nella carne; ma ora mostra chiaramente che è venuto, dicendo: Questo è il mio Figlio.

ILARIO: Oppure affinché conoscessimo dalle cose che si compivano in Cristo che dopo il lavacro dell’acqua viene in noi dalle porte celesti lo Spirito Santo, e noi siamo profusi dall’unzione della gloria celeste e diveniamo figli di Dio per l’adozione della voce del Padre.

GIROLAMO: Nel battesimo si mostra poi il mistero della Trinità. Il Signore è battezzato, lo Spirito discende sotto la veste di colomba, si ode la voce del Padre che dà testimonianza al Figlio.

AGOSTINO [Ps. AMBROGIO]: E non c’è da meravigliarsi se nel battesimo del Signore non mancò il mistero della Trinità, dato che il nostro lavacro mostra il mistero della Trinità. Infatti il Signore volle mostrare prima in sé stesso ciò che poi avrebbe prescritto al genere umano.

AGOSTINO [Ps.]: Sebbene però il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo siano una sola natura, tuttavia ritieni fermissimamente che sono tre persone, e che solo il Padre ha detto: Questo è il mio Figlio diletto, e che è solo il Figlio colui sul quale risuonò quella voce del Padre, e che è solo lo Spirito Santo colui che discese sotto forma di colomba su Cristo battezzato.

AGOSTINO: Queste sono opere di tutta la Trinità. Nella loro sostanza il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo sono una cosa sola, senza alcuna distanza di tempi e di luoghi; mentre nelle mie parole il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo sono separati, e non possono essere detti insieme; e nelle lettere che si vedono hanno tenuto separatamente i loro luoghi distinti: questo esempio vale in qualche modo a far capire che la Trinità, inseparabile in sé stessa, si mostra separatamente attraverso le creature visibili. Che poi la voce sia solo del Padre appare dal fatto che dice: Questo è il mio Figlio.

ILARIO: Non solo con il nome si attesta che è Figlio, ma con la proprietà. Siamo in molti infatti a essere figli di Dio, ma questo Figlio non è così: egli è infatti il Figlio proprio e vero; per origine, non per adozione; in verità, non per denominazione; per nascita, non per creazione.

AGOSTINO: Il Padre ama il Figlio, ma come un padre il figlio, non come un signore il servo; come l’unico, non come un adottato. E quindi si aggiunge: nel quale mi sono compiaciuto.

REMIGIO [RABANO]: Oppure, se ci si riferisce all’umanità di Cristo, se si legge: nel quale mi sono compiaciuto, ciò significa: poiché questo solo ho trovato senza peccato. Se però si legge: nel quale mi è piaciuto, allora si sottintende: di stabilire il mio beneplacito, in modo da compiere per mezzo di lui ciò che deve essere compiuto, cioè la redenzione del genere umano.

AGOSTINO: Queste parole sono riferite in modo simile anche da Marco e Luca; ma, per quanto riguarda la voce dal cielo, l’espressione è diversa, salvo però il senso. Mentre infatti Matteo dice: Questo è il mio Figlio diletto, gli altri due dicono (Mc 1, 11; Lc 3, 22): «Tu sei il mio Figlio diletto»; però il senso è il medesimo. Infatti la voce celeste disse una di queste due cose, ma l’Evangelista volle mostrare che l’espressione: Questo è il mio Figlio serviva piuttosto a indicare a coloro che ascoltavano che egli era il Figlio di Dio; quindi volle che l’espressione: «Tu sei il mio Figlio», fosse riferita come se ad essi fosse detto: Questo è il mio Figlio. Infatti non si indicava a Cristo ciò che già sapeva, ma udivano quelli che erano presenti, per i quali si fece sentire la voce. Quanto poi al fatto che un Evangelista dica: nel quale mi sono compiaciuto, e un altro (Lc 3, 22): «In te mi sono compiaciuto», se cerchi che cosa esattamente abbia detto la voce, prendi ciò che vuoi, purché tu intenda che quelli che hanno riferito parole diverse hanno però riferito lo stesso senso. Che infatti Dio si sia compiaciuto nel Figlio è ricordato dalle parole (Mc 1, 1I): «In te mi sono compiaciuto»; che invece nel Figlio il Padre si sia compiaciuto degli uomini viene ricordato dalle parole: «In te mi piacque»; in modo che si comprenda che questo fu detto da tutti gli Evangelisti: in te ho costituito la mia compiacenza, ossia compiere ciò che mi piace.

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