SECONDA DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO A
17 Gennaio 2026 / by Padre Angelico / Commenti al vangelo / acqua, agnello, battezzare, gesu, giovanni, i-tempi-della-chiesa, il-ritorno-di-gesù, le-due-venute-di-gesù, padre-angelico-maria-moccia, spirito-santo, testimoniamnza
Vangelo Commentato dai Padri
SECONDA DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO A
Vangelo di Giovanni 1, 29-34
In quel tempo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele».
Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».
VERSETTI 29-31
Il giorno dopo Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui, e disse: «Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato dal mondo. Egli è colui del quale io dissi: Dopo di me viene uno che è stato fatto prima di me, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse manifestato a Israele».
ORIGENE: Dopo questa testimonianza, si vede Gesù recarsi da Giovanni, il quale non solo persevera nella sua confessione ma progredisce nella perfezione; e ciò viene designato dal secondo giorno; perciò si dice: Il giorno dopo Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui. In precedenza la madre di Gesù, subito dopo il suo concepimento, si era recata a visitare la madre di Giovanni che era incinta, e alla voce che pervenne agli orecchi di Elisabetta attraverso il saluto di Maria, esultò Giovanni concepito nel suo seno; ma ora Giovanni stesso dopo la sua testimonianza vede Gesù che viene da lui. Gli uomini sono anzitutto preparati attraverso l’ascolto di altri, e poi vedono con i loro occhi. Il fatto che Maria va da Elisabetta che le è inferiore, e il Figlio di Dio va dal Battista, ci deve spingere a soccorrere gli inferiori e alla modestia. Qui non ci viene detto da che luogo il Salvatore si recasse dal Battista, ma lo ricaviamo da Matteo, il quale dice (3,13): «Allora Gesù arrivò dalla Galilea al Giordano, da Giovanni, per essere da lui battezzato».
CRISOSTOMO: Oppure diversamente. Matteo racconta direttamente la venuta di Cristo per il battesimo, mentre Giovanni parla di una seconda venuta successiva al battesimo, come risulta da quanto dice più avanti: Ho visto lo Spirito Santo che discendeva, ecc. Gli Evangelisti hanno diviso i tempi del racconto: infatti Matteo, tralasciando ciò che accadde a Giovanni Battista prima del suo imprigionamento, si affretta a raccontare ciò che accadde dopo; Giovanni invece si sofferma soprattutto sulle cose che accaddero prima del suo imprigionamento; perciò qui si dice: Il giorno dopo Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui. Ma perché si reca di nuovo da lui dopo il battesimo? Perché avendolo battezzato insieme a molti altri, nessuno sospettasse che egli si era recato da Giovanni per la stessa ragione degli altri: ad esempio, per confessare i suoi peccati, oppure per lavarsi nel fiume come segno di penitenza. Per questo motivo egli ritorna offrendo a Giovanni l’occasione di correggere questo sospetto, il che Giovanni fece con le parole seguenti: E disse Foco l’Anello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo. Perciò chi era così puro da assolvere i peccati degli altri è evidente che non si accosta a Giovanni per confessare i propri peccati, ma per offrigli l’occasione di parlare di lui. Inoltre egli viene una seconda volta affinché coloro che avevano ascoltato gli insegnamenti precedenti capissero meglio ciò che era stato detto loro, e ascoltino altre cose. Ora dice: Ecco l’Agnello di Dio, accennando che qui c’è colui che era ricercato da tempo, ricordando la profezia di Isaia e l’ombra che c’era nella legge di Mosè, per condurli più facilmente dalla figura alla verità.
AGOSTINO: Se l’agnello di Dio è innocente, e Giovanni è l’agnello, allora non dev’essere anche lui innocente? Ma tutti provengono da quella discendenza della quale Davide gemendo canta (Sal 50,7): «Ecco, nell’iniquità sono stato generato». Perciò egli soltanto è quell’agnello che non è venuto in questo modo: infatti non è stato generato nell’iniquità, né sua madre lo allattò al suo seno nel peccato, ma lo ha concepito una vergine e lo ha partorito una vergine, perché lo ha concepito con la fede e lo ha accolto con la fede.
ORIGENE: Ma poiché nel tempio vengono offerti cinque animali: tre terrestri, il vitello, la pecora e la capra, e due volatili, cioè la tortora e la colomba, e tra le pecore ne sono presentate tre specie: il montone, la pecora e l’agnello; e nel genere delle pecore ricorda l’agnello; infatti l’agnello era offerto nei sacrifici quotidiani: uno al mattino e l’altro alla sera. Ma quale altro sacrificio può essere inteso come offerto quotidianamente dalla natura razionale, se non il Verbo potente, che viene detto tipicamente agnello? Questo sacrificio viene considerato l’offerta mattutina dell’intelletto interamente proteso verso le cose divine: infatti l’anima non può sopportare di stare a lungo sulle alte vette, poiché è legata a un corpo terrestre e pesante. Inoltre da questa parola, secondo cui Cristo è l’agnello, noi possiamo fare molte congetture: e in un certo modo lo potremo raggiungere alla sera, mentre ci troviamo impegnati nelle cose del corpo. Ma colui che offri l’agnello per il sacrificio fu Dio stesso nascosto in un uomo: il grande sacerdote, il quale disse (più avanti, 10,18): «Nessuno mi toglie la vita per forza, ma io la do da me stesso»; perciò viene detto: Agnello di Dio. Infatti egli, accogliendo le nostre malattie, portando i peccati di tutto il mondo, assunse la morte come se fosse un battesimo. Poiché Dio non sopporta che qualche cosa che abbia bisogno di disciplina rimanga senza correzione, che viene esercitata mediante prove difficili.
TEOFILATTO: Oppure Cristo viene detto l’agnello di Dio in quanto Dio Padre accettò la morte di Cristo per la nostra salvezza, oppure perché si consegnò alla morte per noi. Come usiamo dire: Questa è l’offerta di quest’uomo, significando l’offerta compiuta da lui; in questo stesso senso Cristo è chiamato l’agnello di Dio che diede il Figlio perché morisse per la nostra salvezza. E mentre quell’agnello figurativo non tolse assolutamente il peccato di nessun uomo, per contro questo agnello tolse il peccato di tutto l’universo, strappando dall’ira di Dio il mondo che versava in grave pericolo. Perciò soggiunge: ecco colui che toglie il peccato del mondo. Non dice che toglierà; ma che toglie il peccato del mondo, come se egli stesse sempre facendo questo; infatti non lo tolse soltanto nel momento in cui ha patito, ma da allora fino al momento presente egli toglie il peccato, senza essere continuamente crocifisso: infatti egli offrì un solo sacrificio per i peccati, ma con esso egli purifica continuamente.
GREGORIO: Però, il peccato sarà tolto del tutto dal genere umano quando la nostra corruzione sarà tramutata mediante la gloria dell’incorruttibilità: infatti non possiamo essere liberi dalla colpa fino a quando siamo legati alla morte del corpo.
TEOFILATTO: Ma perché non ha detto: i peccati del mondo, bensì il peccato? Perché con la parola peccato si allude al peccato inteso generalmente; come siamo abituati a dire che l’uomo è stato cacciato dal paradiso, vale a dire tutto il genere umano.
BEDA: Oppure si chiama il peccato del mondo il peccato originale che è comune a tutto il mondo; e il Cristo mediante la grazia ci libera dal peccato originale e dagli altri peccati aggiunti dai singoli.
AGOSTINO: Infatti chi dalla nostra natura non assunse il peccato, egli stesso è colui che toglie il nostro peccato. Voi sapete che ci sono degli uomini che dicono: Noi togliamo i peccati dagli uomini perché siamo santi; ma se non è santo chi battezza, in che modo può togliere i peccati degli altri essendo egli stesso un uomo pieno di peccati? Contro queste dispute leggiamo qui il testo: ecco colui che toglie il peccato del mondo, affinché non ci sia negli uomini alcuna presunzione rispetto agli altri uomini.
ORIGENE: Tuttavia come alle continue offerte dell’agnello sono affini le altre offerte legali, così all’offerta di questo agnello a me sembrano affini le effusioni del sangue dei martiri, mentre dalla loro pazienza, confessione e zelo per il bene sono attutiti i complotti degli empi.
TEOFILATTO: Ma poiché in precedenza a coloro che erano stati inviati dai Farisei Giovanni aveva detto (v. 26): «In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete», qui lo presenta agli ignoranti dicendo: Egli è colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che è stato fatto prima di me. Il Signore è chiamato uomo per la sua età matura; infatti venne battezzato quando aveva trent’anni; o perché è un uomo nell’anima spirituale e sposo della Chiesa; perciò Paolo dice (2 Cor 11,2): «Poiché vi ho fidanzati per darvi, come vergine casta, a un uomo solo, a Cristo».
AGOSTINO: Ora dice dopo di me, perché è nato dopo di lui, è stato fatto prima di me, perché è stato preferito a me.
GREGORIO: Egli rivela la ragione della preferenza quando soggiunge: perché era prima di me, come se dicesse apertamente: pur essendo nato dopo di me, egli mi supera perché i tempi della sua nascita non sono delimitati; infatti chi mediante la madre nasce nel tempo, è stato generato dal Padre senza il tempo.
TEOFILATTO: O Ario, ascolta. Non ha detto: perché è stato creato prima di me, ma perché era prima di me. Faccia attenzione la falsa setta di Paolo di Samosata: infatti egli non ebbe l’inizio da Maria, perché, se avesse assunto il principio dell’essere dalla Vergine, in che modo sarebbe prima del precursore? Poiché è evidente che il precursore superava il Cristo di sei mesi dal punto di vista della generazione umana.
CRISOSTOMO: Ma perché non sembrasse che gli rendeva testimonianza a causa dell’amicizia in forza della parentela, essendo suo parente secondo la carne, perciò afferma: Io non lo conoscevo. E ciò avviene per una buona ragione: infatti Giovanni era vissuto nel deserto. E i miracoli compiuti durante l’infanzia di Gesù, per esempio quelli relativi al viaggio dei Magi e simili, appartenevano a un tempo ormai lontano, e allora Giovanni era ancora un fanciullo. In quel lungo arco di tempo Gesù restava sconosciuto a tutti; per questo soggiunge: ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele. Dal che risulta chiaro che quei miracoli che alcuni dicono che Gesù ha compiuto nella sua infanzia sono menzogne e finzioni. Se infatti egli avesse operato miracoli sin dalla prima età, né Giovanni l’avrebbe ignorato né la restante moltitudine avrebbe avuto bisogno di un maestro che lo manifestasse. Infatti il Cristo stesso non aveva bisogno del battesimo; né c’era altro motivo per quel lavacro che quello di offrire una dimostrazione anticipata di quella fede che è in Cristo. Infatti non dice: per purificare quelli che vengono battezzati, e neppure sono venuto a battezzare per liberarli dal peccato, ma perché egli fosse manifestato a Israele. Ma forse che non era lecito predicare e raccogliere la folla senza il battesimo? Si, ma questa era la via più facile, perché le folle non sarebbero corse così numerose se la predicazione fosse stata fatta senza il battesimo.
AGOSTINO: Ora, quando il Signore divenne conosciuto, non fu più necessario preparare una via che conducesse a lui; poiché per coloro che lo conoscevano, egli divenne la loro via. Per questo motivo il battesimo di Giovanni non durò molto, ma soltanto quanto poteva bastare per mostrare l’umiltà del Signore. Quindi, perché dal Signore ci fosse dato un esempio di umiltà per il fatto di ricevere la salvezza del battesimo, egli ricevette il battesimo del servo. E affinché il battesimo del servo non fosse preferito al battesimo del Signore, anche altri servi vennero battezzati con esso, Ma questi, dopo averlo ricevuto, dovevano ricevere anche il battesimo del Signore, mentre coloro che sono battezzati con il battesimo del Signore non hanno più bisogno del battesimo del servo.
VERSETTI 32-34
Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha mandato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui il quale battezza in Spirito Santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».
CRISOSTOMO: Giovanni, dopo aver fatto una dichiarazione così strabiliante per tutti i suoi uditori, cioè che colui che aveva indicato toglieva egli solo i peccati di tutto il mondo, fornisce una conferma di ciò mediante un riferimento al Padre e allo Spirito santo. Infatti qualcuno avrebbe potuto dire a Giovanni: In che modo lo hai conosciuto? Perciò prosegue: Giovanni rese testimonianza dicendo: Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui.
AGOSTINO: Ora il Cristo non fu unto con lo Spirito Santo quando questi discese su di lui sotto forma di colomba dopo il battesimo: infatti allora si è degnato di prefigurare il suo corpo, cioè la Chiesa, nella quale principalmente i battezzati ricevono lo Spirito Santo. Poiché è una cosa estremamente assurda credere che egli abbia ricevuto lo Spirito Santo all’età di trent’anni (tale era la sua età quando fu battezzato da Giovanni); ma come venne a quel battesimo assolutamente senza alcun peccato, così non senza lo Spirito Santo. Infatti del suo servo e precursore Giovanni è stato scritto (Lc 1,15): «Sarà pieno di Spirito Santo fin dal seno di sua madre»; ora se egli, sebbene nato dal seme del padre, ricevette lo Spirito Santo mentre si formava nel seno materno, che cosa si deve pensare o credere di Cristo uomo, in cui il concepimento della carne non fu carnale ma spirituale?
AGOSTINO: Ma noi non diciamo che il Cristo possedeva un vero corpo, mentre lo Spirito Santo sarebbe soltanto apparso in modo fallace agli occhi degli uomini: infatti come il Figlio di Dio non poteva ingannare gli uomini, altrettanto lo Spirito Santo. Ma non era difficile a Dio onnipotente, che ha creato dal nulla tutto l’universo, formare il corpo reale di una colomba, senza il concorso di altre colombe, così come egli produsse un corpo reale nella Vergine senza il seme virile.
AGOSTINO: Ora, nostro Signore rese visibile lo Spirito Santo in due modi: per mezzo della colomba sul Signore nel momento del battesimo; per mezzo del fuoco sui discepoli riuniti nel cenacolo: là si mostra la semplicità, qui il fervore. Pertanto, affinché coloro che sono santificati con lo Spirito non possiedano l’inganno, appare la colomba; e affinché la semplicità non resti fredda, appare il fuoco. E non lasciarti turbare dal fatto che le lingue sono divise: non temere la divisione; l’unità ti viene garantita dalla colomba. Perciò era necessario che fosse mostrato lo Spirito Santo che discende sul Signore così che ciascuno possa conoscere, se ha lo Spirito Santo, che dev’essere semplice come una colomba e deve avere la vera pace con i fratelli: i baci delle colombe significano questa pace. Baciano anche i corvi, ma lacerano; invece la natura delle colombe è lontana dalla lacerazione; infatti i corvi si nutrono con la morte, mentre la colomba vive dei prodotti della terra. Se le colombe gemono nel loro amore, non meravigliarti se con la figura della colomba si vuole mostrare lo Spirito santo: «Lo stesso Spirito intercede per noi con gemiti inesprimibili» (Rm 8,26). Però lo Spirito Santo non geme in sé stesso, ma in noi, perché ci fa gemere. Infatti chi sa di trovarsi nell’afflizione di questa mortalità, di trovarsi pellegrino lontano da Dio, finché geme per questo motivo, geme giustamente: è lo stesso Spirito che gli insegna a gemere. Infatti molti gemono per l’infelicità terrena oppure per gravi perdite, o perché aggravati dalle malattie del corpo, ma non gemono secondo il gemito della colomba. Che cosa dunque poteva rappresentare in modo migliore lo Spirito Santo, lo Spirito di unità, che la colomba? Poiché egli stesso alla sua Chiesa riconciliata dice (Ct 6,8): «Una è la mia colomba». Che cosa poteva esprimere meglio l’umiltà che la semplicità e il lamento della colomba? Perciò fu in questa occasione che apparve la stessa santa Trinità: il Padre nella voce che dice: «Tu sei il mio Figlio prediletto» (Lc 3,22); lo Spirito Santo nella colomba. In questa Trinità gli Apostoli sono stati inviati a battezzare «nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28,19).
GREGORIO: Ora dice: rimanere su di lui. Infatti lo Spirito Santo discende su tutti i fedeli, ma rimane per sempre in modo singolare soltanto nel Mediatore, non abbandonando mai l’umanità del Figlio in quanto procede dalla sua divinità. Ma siccome dello stesso Spirito viene detto ai discepoli (più avanti, 14,17): «Lo Spirito dimorerà in voi», in che modo la presenza dello Spirito è un segno particolare del Cristo? Scopriremo questo più rapidamente se esaminiamo i doni dello Spirito. Infatti in quei doni senza i quali non è possibile raggiungere la vita, lo Spirito Santo è sempre presente negli eletti; tali sono la mansuetudine, l’umiltà, la fede, la speranza, la carità; riguardo invece a quei doni che hanno per oggetto non la nostra salvezza, ma quella degli altri, lo Spirito non è sempre presente, ma talora si allontana e smette di concederli; cosi che gli uomini diventino più umili riguardo al loro possesso. Ma Cristo ebbe tutti i doni dello Spirito sempre e ininterrottamente.
CRISOSTOMO: Affinché però qualcuno non pensi che Cristo aveva bisogno dello Spirito nello stesso modo nostro, egli elimina questo dubbio mostrando che la discesa dello Spirito Santo è avvenuta soltanto per manifestare il Cristo; perciò prosegue: Io non lo conoscevo, ma chi mi ha mandato a battezzare con acqua mi aveva detto: L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui il quale battezza in Spirito Santo.
AGOSTINO: Ora chi manda Giovanni? Se diciamo: il Padre, diciamo il vero; se diciamo: il Figlio, diciamo pure il vero; ma è più chiaro se diciamo: il Padre e il Figlio. Ma in che modo non conosceva da chi era stato mandato? Infatti, se non conosceva colui dal quale voleva essere battezzato, diceva senza ragione: Io devo essere battezzato da te. Perciò lo conosceva; ma perché allora dice: Io non lo conoscevo?
CRISOSTOMO: Quando egli dice: Io non lo conoscevo, egli parla del passato, non del tempo del battesimo, quando opponendosi a lui gli disse: Io devo essere battezzato da te.
AGOSTINO: Ma si leggano gli altri Evangelisti che trattano l’argomento più chiaramente, e troveremo che la colomba discese quando il Signore uscì dall’acqua. Ora, se la colomba discese dopo il battesimo, ma Giovanni disse prima del battesimo: Io devo essere battezzato da te, egli lo conosceva prima del battesimo; perché allora dice: Io non lo conoscevo, ma chi mi ha mandato a battezzare con acqua, ecc.? Fu questa la prima rivelazione fatta a Giovanni della persona del Cristo o fu una rivelazione più completa di quanto già conosceva? Indubbiamente egli conosceva il Signore, conosceva il Figlio di Dio, conosceva che egli battezzava nello Spirito Santo. Infatti, prima che il Cristo si recasse al fiume, quando molti già correvano da Giovanni, egli dice: Chi viene dopo di me, è più grande di me: Egli vi battezzerà nello Spirito Santo e nel fuoco. Che cosa dunque? Non conosceva che il Signore avrebbe avuto il potere del battesimo e che lo avrebbe riservato per sé (affinché Paolo o Pietro non dicessero: il mio battesimo, come trovi che è stato detto: il mio Vangelo), mentre il suo ministero sarebbe passato ad altri, buoni e cattivi? Quale impedimento proviene dalla cattiveria del ministro, quando il Signore stesso è buono? Ecco che noi battezziamo dopo il battesimo di Giovanni, mentre non battezziamo dopo il battesimo di un omicida; poiché Giovanni ha dato il suo battesimo, e l’omicida ha dato il battesimo di Cristo: perché il sacramento è così santo che non viene contaminato neppure quando il ministro è un omicida. Ora il Signore, se volesse, potrebbe dare a un suo servo il potere di conferire il battesimo al suo posto e porre nel battesimo trasferito al servo una forza tale quale avrebbe il battesimo conferito dal Signore. Ma non volle fare ciò, affinché la fiducia dei battezzati non fosse riposta in colui che li aveva battezzati; egli non voleva che il servo riponesse la sua fiducia in un servo. Inoltre, qualora egli avesse concesso il potere ai servi, ci sarebbero stati tanti battesimi quanti i servi; e come c’era stato il battesimo di Giovanni, così si sarebbe parlato del battesimo di Pietro o di Paolo. Perciò, grazie a questo potere che Gesù ritenne solo per sé, c’è l’unità della Chiesa, della quale è stato detto (Ct 6,8): «Una è la mia colomba». Ora, può accadere che qualcuno abbia il battesimo senza la colomba; ma è impossibile che il battesimo gli sia vantaggioso senza la colomba.
CRISOSTOMO: E poiché il Padre emise una voce che proclamava il Figlio, sopraggiunse lo Spirito Santo a indirizzare la voce sul capo del Cristo, perché qualcuno non pensasse che veniva detto di Giovanni ciò che era detto del Cristo. Ma qualcuno dirà: Come accadde che i Giudei non credettero se hanno visto lo Spirito? Perché queste cose richiedono non soltanto gli occhi del corpo, ma soprattutto la visione della mente. Infatti, se coloro che vedevano chi operava i miracoli erano così spinti dall’odio da dire il contrario di quanto vedevano, in che modo la venuta dello Spirito Santo sotto forma di colomba avrebbe potuto vincere la loro incredulità? Ma alcuni dicono che non tutti videro lo Spirito, ma solo Giovanni e coloro che erano devotamente disposti. Infatti, sebbene fosse possibile agli occhi sensibili vedere nella forma della colomba lo Spirito Santo che discendeva sul Cristo, tuttavia per questo motivo non era necessario che la cosa fosse chiara a tutti. Infatti Zaccaria, Daniele, Ezechiele e Mosè videro molte cose sotto forma sensibile, che nessun altro vedeva; perciò Giovanni aggiunge: E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio. In precedenza l’aveva chiamato l’Agnello e aveva detto che egli avrebbe battezzato nello Spirito; ma prima d’allora non lo aveva mai chiamato Figlio.
AGOSTINO: Infatti era necessario che battezzasse chi era l’unico Figlio di Dio, non uno adottato. I figli adottati sono ministri del Figlio Unico; l’Unico infatti ha il potere, quelli adottati hanno il ministero.