QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A


Vangelo Commentato dai Padri

QUINTA DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO A

Vangelo di Giovanni 11, 1-45

In quel tempo, era malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Làzzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Làzzaro. Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Làzzaro s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se è addormentato, guarirà», Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Làzzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Venne dunque Gesù e trovò Làzzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro: Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
[Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». Maria, dunque, quando giunse dov’era Gesù, vistolo, si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: «Dove l’avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?». Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra! Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». E detto questo, gridò a gran voce: «Làzzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.

VERSETTI 1-5

Era allora malato un certo Lazzaro di Betania, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella Maria e a Lazzaro.

BEDA: L’Evangelista aveva detto che il Signore era andato al di là del Giordano, quando accadde che Lazzaro si ammalò; perciò si dice: Era allora malato un certo Lazzaro di Betania. In alcuni esemplari si trova posta la congiunzione copulativa et, mostrando la connessione delle parole seguenti con quelle che precedono. Lazzaro poi significa “aiutato”. Infatti, fra tutti i morti che il Signore ha risuscitato, costui fu maggiormente aiutato; infatti non solo fu risuscitato dalla morte, ma ciò quando era già morto da quattro giorni.

AGOSTINO: Fra tutti i miracoli compiuti da Gesù, la risurrezione di Lazzaro è la più sottolineata. Ma se facciamo attenzione a colui che l’ha compiuta, più che essere ammirati dobbiamo essere compiaciuti. Infatti risuscita un uomo colui che ha creato l’uomo: ed è cosa più grande creare che risuscitare. Ora, Lazzaro si era ammalato a Betania; perciò si dice: di Betania, il villaggio di Maria e di Marta, sua sorella; il quale villaggio era vicino a Gerusalemme.

ALCUINO: E poiché c’erano molte donne che portavano questo nome, perché non commettessimo errori nel nome, essa viene indicata con un’azione notissima; infatti continua: Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato.

CRISOSTOMO: Dobbiamo anzitutto osservare che questa donna non è quella meretrice di cui si legge in Luca, ma una donna onesta che aveva trattato il Signore con grande rispetto.

AGOSTINO: Oppure diversamente: ciò che qui dice Giovanni viene confermato da Luca, il quale racconta che ciò avvenne nella casa di un certo Fariseo di nome Simone: perciò Maria aveva già compiuto questo gesto in precedenza. Che poi l’abbia fatto di nuovo a Betania non viene riferito da Luca, ma si trova negli altri tre Evangelisti.

AGOSTINO: Pertanto una tremenda malattia aveva assalito Lazzaro; una febbre devastante andava consumando giorno per giorno il corpo di quel misero uomo. Ora, assistevano l’ammalato le due sorelle e, piangendo il loro caso, restavano sempre attaccate al letto del giovane malato; perciò a loro riguardo viene subito aggiunto: Le sorelle mandarono dunque a dirgli: Signore, ecco, colui che tu ami è malato.

AGOSTINO: Non gli dissero: Vieni e guariscilo; non osarono dirgli: Comanda e sarà fatto, ma soltanto: Ecco, colui che tu ami è malato.

CRISOSTOMO: Con ciò esse volevano indurre il Cristo alla compassione; si rivolgevano a lui come a un semplice uomo. Esse non andarono dal Cristo come il centurione e il funzionario, ma gli inviarono un messaggio perché avevano una grandissima fiducia nel Cristo grazie alla molta familiarità che avevano con lui, e perché erano trattenute dal cordoglio.

TEOFILATTO: E anche perché erano donne, per le quali non era cosa facile uscire di casa. Così esprimono un’intensa devozione e la grandezza della loro fede dicendo: Ecco, colui che tu ami è malato; infatti esse ritenevano che il Signore avesse una potenza tale che sembrava loro una cosa sorprendente che la malattia potesse prendere una persona da lui amata. Continua: All’udire questo Gesù disse: Questa malattia non è per la morte: poiché la stessa morte non era per la morte, ma per il miracolo; con il compimento del quale gli uomini credessero in Cristo ed evitassero così la morte vera; perciò continua: ma per la gloria di Dio. Qui indirettamente il Signore si dice Dio, contro gli eretici, i quali affermano che il Figlio di Dio non è Dio. Infatti per la gloria di quale Dio? Fa’ attenzione a ciò che segue: perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato, ossia per mezzo della malattia.

CRISOSTOMO: Considerando però che questo perché (ut) non è usato per indicare la causa, ma semplicemente il fatto; così che la malattia avvenne per cause naturali, ma si risolse nella gloria di Dio. Poi prosegue: Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella Maria e a Lazzaro.

AGOSTINO: Egli è ammalato, esse sono tristi, ma tutti sono amati. Perciò speravano, essendo amati da colui che è il consolatore degli afflitti e il guaritore degli ammalati.

CRISOSTOMO: Con questo l’Evangelista ci insegna a non rattristarci, se qualche malattia colpisce uomini buoni e amici di Dio.

VERSETTI 6-10

Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbi, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vai là di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte inciampa, perché gli manca la luce».

ALCUNO: Il Signore, dopo che gli fu dato l’annuncio della malattia di Lazzaro, rimandò la sua guarigione fino a quando non fosse trascorso il quarto giorno, per suscitare una maggiore meraviglia. Perciò si dice: Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava.

CRISOSTOMO: Cioè perché spirasse, fosse seppellito e dicessero che mandava già del fetore, sicché nessuno potesse dire che non era ancora morto quando lo risuscitò, e che si trattava solo di un intontimento e non di una vera morte. Continua: Poi disse ai discepoli: Andiamo di nuovo in Giudea!

AGOSTINO: Dove era stato quasi lapidato, per cui sembrava che fosse partito per non essere lapidato. Partì come uomo; ma nel far ritorno, quasi dimenticando la propria debolezza, mostra la sua potenza.

CRISOSTOMO: In nessun altro caso il Signore aveva predetto ai suoi discepoli dove sarebbe andato; ma qui lo predice perché essi temevano fortemente, per non turbarli all’improvviso; infatti prosegue: I discepoli gli dissero: Rabbi, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vai là di nuovo? Infatti avevano paura sia per lui che per sé stessi; non essendo stati ancora confermati nella fede.

AGOSTINO: Ma poiché gli uomini volevano dare consigli a Dio, e i discepoli al maestro, il Signore li riprende; per cui segue: Gesù rispose: Non sono forse dodici le ore del giorno? Infatti, per mostrare che egli era il giorno, scelse dodici discepoli. Però con questa parola egli prevedeva non lo stesso Giuda, ma il suo successore. Infatti a Giuda che cadde successe Mattia, e così rimase intatto il numero di dodici. Perciò le ore sono illuminate dal giorno, sicché, mediante la predicazione attraverso le ore, il mondo creda nel giorno. Quindi, se non volete cadere, seguite me. Perciò prosegue: Se uno cammina di giorno non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte inciampa, perché gli manca la luce.

CRISOSTOMO: Come se dicesse: chi non è consapevole di alcuna colpa non è vittima di alcuna astuzia; mentre lo è chi opera il male. Perciò non dobbiamo aver paura, non avendo operato alcuna cosa degna di morte. Oppure diversamente: se uno vede la luce di questo mondo, sta al sicuro; e ancora molto di più chi sta con me e non si allontana da me.

TEOFILATTO: Ma alcuni intendono questo giorno come il tempo che precede la passione, e la notte come la passione stessa. Infatti dice loro: mentre è giorno, cioè mentre non incombe ancora il tempo della passione, non inciamperete: infatti i Giudei non vi perseguitano ancora; ma quando verrà la notte, cioè la mia passione, da allora avrete la notte delle angustie.

VERSETTI 11-16

Così parlò, e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se dorme, guarirà». Ma Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensavano che si riferisse al riposo del sonno.  Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto, e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui». Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

CRISOSTOMO: Dopo avere confortato i suoi discepoli in un modo, ora li conforta in un altro modo, facendo loro vedere che non devono recarsi a Gerusalemme, ma a Betania; per cui si dice: Così parlò, e poi soggiunse loro: Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a svegliarlo. Come se dicesse: non vado di nuovo per discutere contro i Giudei, ma per risvegliare il nostro amico Lazzaro; dunque dice: Il nostro amico, per mostrare che la sua andata è necessaria.

AGOSTINO: Dicendo: dorme, dice il vero. Dormiva per il Signore, mentre era morto per gli uomini, che non potevano risuscitarlo; infatti il Signore poteva risvegliarlo dal sepolcro con la stessa facilità con cui tu risvegli uno che dorme nel suo letto. Così dice che si è addormentato rispetto alla sua potenza, come lo stesso Apostolo dice (1 Ts 4,12): «Non voglio lasciarvi nell’ignoranza, fratelli, circa quelli che sono addormentati». Li chiamava addormentati perché preannunziava la loro risurrezione. Ma come interessa a chi dorme e poi si risveglia quotidianamente che cosa ciascuno vede nel sonno, poiché alcuni hanno sogni piacevoli e altri terribili, altrettanto accade nella morte: ciascuno si addormenta e si risveglia con la sua causa.

CRISOSTOMO: Ma i suoi discepoli volevano impedirgli l’andata in Giudea; perciò prosegue: Gli dissero allora i discepoli: Signore, se dorme, guarirà: infatti di solito negli ammalati il sonno è segno di salute; come se dicessero: se dorme, non è necessario che tu vada a svegliarlo.

AGOSTINO: I discepoli gli risposero secondo quanto avevano compreso; perciò continua: Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensavano che si riferisse al riposo del sonno.

CRISOSTOMO: Ma se qualcuno dicesse: in che modo i discepoli non capirono che era morto, dal momento che aveva detto: vado a svegliarlo? Infatti era una stoltezza percorrere tanta strada per risvegliare Lazzaro. Diciamo questo perché le parole di Gesù erano una specie di enigma per i discepoli, in questo caso come in altri.

AGOSTINO: Perciò, poiché aveva parlato in modo oscuro quando aveva detto: dorme, ora parla chiaramente, quando continua: Allora Gesù disse loro apertamente: Lazzaro è morto.

CRISOSTOMO: Ma qui non soggiunge: vado a risuscitarlo; infatti non voleva predire con le parole ciò che voleva rendere certo con i fatti, insegnandoci a rifuggire sempre dalla vanagloria, ed evitare le promesse vane. Prosegue: e io sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate.

AGOSTINO: Era stato annunciato che era ammalato, non che era morto. Ma come nascondere qualche cosa a colui che l’aveva creato e nelle cui mani faceva il suo ritorno l’anima del defunto? Perciò dice: sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate; affinché potessero cominciare ad ammirare il fatto che il Signore poteva dire che era morto, mentre nessuno l’aveva né visto né udito. E qui dobbiamo ricordare che con i miracoli anche la fede dei discepoli veniva costruita, non cominciando allora, ma continuando a crescere. Cosi, quando dice: perché voi crediate, si deve intendere: perché crediate in modo più abbondante e più robusto.

TEOFILATTO: Ma alcuni compresero ciò nel modo seguente; dice: io sono contento per voi in quanto il fatto che non sia stato presente giova alla crescita della vostra fede; poiché, se fossi stato presente e avessi guarito l’infermo, sarebbe stato un segno modesto della mia potenza. Invece, per il fatto che la morte è sopravvenuta durante la mia assenza, sarete fortificati maggiormente nella fede in me, poiché vedrete che io posso risuscitare anche un defunto in fase di putrefazione.

CRISOSTOMO: Tutti i discepoli avevano paura dei Giudei, ma soprattutto Tommaso; perciò continua: Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: Andiamo anche noi a morire con lui!; infatti prima egli era più debole e meno credente degli altri, poi divenne più forte e irreprensibile di tutti. E colui che non aveva osato salire a Betania, in seguito percorse tutta la terra fra coloro che desideravano la sua morte, con uno spirito indomito.

BEDA: Oppure i discepoli, dopo essere stati rimproverati dalle parole precedenti del Signore, non osano più contraddirlo; ma Tommaso, più che gli altri compagni, li esorta ad andare a morire con lui; in ciò si vede la sua grande costanza: parla infatti come se fosse in grado di fare ciò a cui esorta gli altri, non ricordando, come anche Pietro, la propria fragilità.

VERSETTI 17-27

Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro. Betania distava da Gerusalemme meno di due miglia, e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorto anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Si, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo, che sei venuto in questo mondo».

ALCUINO: Il Signore aveva rimandato di recarsi a Betania perché si compisse il quarto giorno, così che Lazzaro venisse risuscitato in modo più glorioso. Perciò si dice: Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro.

CRISOSTOMO: Infatti il Signore rimase ancora due giorni, e due giorni prima era arrivato il messaggero, nel giorno in cui Lazzaro era morto; perciò egli si reca a Betania il quarto giorno.

AGOSTINO: Dei quattro giorni si possono dire molte cose. Infatti la stessa cosa può essere significata in vari modi. C’è infatti un giorno della morte che l’uomo trae della propagazione della morte. Ma c’è anche una trasgressione della legge naturale da parte degli uomini, e questo è un altro giorno della morte. C’è anche la legge della Scrittura che è stata data da Dio agli uomini per mezzo di Mosè, ed essa viene disprezzata: questo è il terzo giorno della morte. Viene poi il Vangelo, e anch’esso viene trasgredito dagli uomini: ecco il quarto giorno della morte. E per risvegliare tutti costoro, il Signore non si rifiuta di venire.

ALCUINO: Diversamente. Il primo peccato è l’arroganza del cuore, il secondo il consenso, il terzo il fatto, il quarto l’abitudine. Continua: Betania distava da Gerusalemme meno di due miglia.

CRISOSTOMO: Ciò viene riferito per mostrare che era una distanza adatta perché molti Giudei di Gerusalemme fossero presenti. Perciò soggiunge: e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. Ma in che modo i Giudei potevano consolare le donne amate da Cristo, quando avevano già stabilito che se qualcuno avesse confessato il Cristo sarebbe stato cacciato dalla sinagoga? Tuttavia, spinti dalla necessità della disgrazia, oppure indotti a prestare onore a queste donne, andavano a consolarle. Oppure perché tra loro c’erano molti che non erano cattivi: infatti molti di loro credeva-no. L’Evangelista poi narra questo per mostrare che Lazzaro era veramente morto.

BEDA: Ma il Signore non era ancora entrato nel villaggio; quindi Marta gli corre incontro mentre si trovava ancora fuori del villaggio. Perciò prosegue: Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.

CRISOSTOMO: Marta, andando incontro a Cristo, non prende con sé la sorella; essa infatti vuole parlare con Cristo da sola, per raccontargli l’accaduto. Quando però la sua speranza si accese per il suo arrivo, allora andò a chiamare Maria.

TEOFILATTO: Così, in un primo tempo, non lo comunica alla sorella, volendo tenerlo nascosto agli astanti; perché se Maria avesse saputo che Cristo arrivava, gli sarebbe andata incontro e l’avrebbero accompagnata i Giudei presenti, mentre Marta non voleva che fosse loro noto l’arrivo di Gesù. Continua: Marta disse a Gesù: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!

CRISOSTOMO: Infatti essa credeva nel Cristo, ma non nel modo conveniente, poiché non sapeva ancora che era il Figlio di Dio; perciò diceva: se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.

TEOFILATTO: Come se non si fidasse del fatto che, anche assente, Gesù avrebbe potuto impedire la morte del fratello, se avesse voluto.

CRISOSTOMO: Inoltre non sapeva ancora che egli avrebbe fatto ciò con il suo potere; il che risulta chiaro da quanto viene aggiunto: Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà; come se parlasse di un uomo virtuoso e dotato.

AGOSTINO: Ma ella non gli dice: ti prego di risuscitare mio fratello; da che cosa infatti poteva sapere se la risurrezione fosse utile al fratello? Tuttavia dice questo: so che, se vuoi, tu puoi farlo; ma che tu lo faccia, dipende dal tuo giudizio e non dalla mia presunzione.

CRISOSTOMO: Il Signore però le insegna la verità che ancora non conosceva; perciò prosegue: Gesù le disse: Tuo fratello risorgerà. Non dice: chiedo che risorga. Se poi avesse detto: non ho bisogno di nessun aiuto, io faccio ogni cosa da solo, questa dichiarazione sarebbe stata troppo pesante per quella donna; così dice qualche cosa che sta in mezzo tra le due: risorgerà.

AGOSTINO: il fatto che abbia detto: risorgerà, è qualcosa di ambiguo: infatti non dice: subito. Perciò continua: Marta disse a Gesù: So che risorgerà nell’ultimo giorno. Di quella risurrezione sono sicura, mentre di questa sono incerta.

CRISOSTOMO: Ora, la donna aveva ascoltato molte cose da Gesù a proposito della risurrezione; ma ora il Signore mostra più chiaramente la propria autorità; infatti soggiunge: Gesù le disse: Io sono la risurrezione e la vita, mostrando che non ha bisogno di alcun aiuto; se infatti avesse avuto bisogno di un altro aiuto, che risurrezione sarebbe stata? Se però egli stesso è la vita, non viene circoscritto da alcun luogo, ma può guarire trovandosi ovunque.

ALCUINO: Io sono la risurrezione poiché sono la vita; e colui per mezzo del quale in seguito egli risorgerà assieme con gli altri, può farlo risorgere anche subito.

CRISOSTOMO: Perciò, mentre essa dice (v. 22): So che qualunque cosa chiederai, egli risponde: chi crede in me, anche se muore, vivrà: mostrando così che egli stesso è l’elargitore di ogni bene, e che bisogna chiedere a lui. In questo modo egli innalza la sua mente; infatti non si trattava soltanto di ciò che era richiesto, ossia la risurrezione di Lazzaro, ma era necessario che ella e tutti i presenti comprendessero la risurrezione.

AGOSTINO: Perciò egli dice: chi crede in me, anche se muore nella carne, vivrà nello spirito, fino a quando risorgerà nella carne, che poi non morirà più; infatti la fede è la vita dello spirito. Poi continua: chiunque vive nella carne, e crede in me, anche se muore provvisoriamente per la morte della carne, non morirà in eterno.

ALCUINO: Per la vita dello spirito e per l’immortalità della risurrezione. Infatti al Signore non sfugge che essa crede questo, ma cerca la confessione che salva; perciò domanda: Credi tu questo? Gli rispose: Sì o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo che sei venuto nel mondo.

CRISOSTOMO: A me sembra che la donna non abbia compreso ciò che viene detto; essa comprese che era qualcosa di grande, ma non lo capì: perciò, interrogata su una cosa, risponde con un’altra.

AGOSTINO: Oppure diversamente. Quando ho creduto che tu sei il Figlio di Dio, ho creduto che tu sei la vita: infatti chi crede in te, anche se muore, vivrà.

VERSETTI 28-32

Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: Il Maestro è qui e ti chiama. Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù infatti non era ancora entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro.  Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». Maria, dunque, quando giunse là dov’era Gesù, vistolo, si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto».

CRISOSTOMO: Grazie alle parole del Signore cessò il lutto di Marta. La sua devozione per il Maestro era infatti così grande da non ammettere la presenza di ciò che poteva indurla al lutto; perciò si dice: Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria.

AGOSTINO: Si deve osservare che il silenzio proclamò la voce che era stata soppressa; infatti, in che modo fece silenzio quando soggiunse: Il Maestro è qui e ti chiama?

CRISOSTOMO: Perciò essa chiama la sorella di nascosto. Infatti, se i Giudei avessero saputo della venuta di Gesù, si sarebbero ritirati e non sarebbero stati testimoni del miracolo.

AGOSTINO: Bisogna notare come l’Evangelista non abbia detto né dove, né quando, né come il Signore abbia chiamato Maria, perché ciò sia compreso piuttosto attraverso le parole di Marta, salvaguardando così la brevità del racconto.

TEOFILATTO: Forse essa riteneva che la presenza stessa di Cristo fosse una chiamata, come se fosse una cosa imperdonabile che, essendo egli presente, non gli si andasse incontro.

CRISOSTOMO: Mentre tutti stavano seduti, essa piangendo non attese che il Maestro le andasse incontro, né si lasciò frenare dal dolore, ma si alzò immediatamente e gli andò incontro; perciò prosegue: Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui.

AGOSTINO: Dal che risulta che Marta non l’avrebbe preceduta, se le fosse stato noto l’arrivo di Gesù. Continua: Gesù infatti non era ancora entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro.

CRISOSTOMO: Camminava lentamente, perché non sembrasse che avesse fretta di fare il miracolo, ma dovesse prima essere pregato dagli altri. Pertanto l’Evangelista vuole insinuare questo di nascosto, dicendo che Maria si alzò in fretta e così anticipò il suo arrivo. Maria però non venne da sola, ma trascinandosi dietro tutti i Giudei. Perciò prosegue: Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: Va al sepolcro per piangere là.

AGOSTINO: All’Evangelista toccava narrare tutto questo perché sapessimo quale fu la circostanza per cui erano presenti molte persone quando Lazzaro fu risuscitato; perché il miracolo così grande della resurrezione di uno che era già morto da quattro giorni trovasse molti testimoni. Poi continua: Maria, dunque, quando giunse là dov’era Gesù, vistolo, si gettò ai suoi piedi.

CRISOSTOMO: Essa era più fervente della sorella: infatti non era intimidita dalla folla, né ebbe timore del sospetto con cui i Giudei circondavano il Cristo, perché erano presenti alcuni dei suoi nemici; ma alla presenza del maestro essa disprezzò ogni cosa umana, e si prestò a quell’unico onore che a lui spettava.

TEOFILATTO: Tuttavia la sua fede sembra ancora imperfetta, poiché dice: Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto.

ALCUINO: Come se dicesse: finché tu fosti presente qui fra noi, non osò comparire né una malattia né qualche infermità, tra coloro con i quali la vita stessa si degnò di prendere dimora o essere ospitata.

AGOSTINO: O strano accordo! Mentre tu ti trovi ancora nel mondo, il tuo amico Lazzaro muore! Se l’amico muore, che cosa patirà il nemico? È poca cosa se i cieli non obbediscono a te solo? Ecco che l’inferno si porta via il tuo diletto.

BEDA: Ma Maria non dice tutto ciò che Marta aveva proferito: poiché, secondo l’usanza umana, a causa delle lacrime non poté esprimere tutto ciò che voleva e che aveva nel suo animo.

VERSETTI 33-41a

Gesù allora, quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: «Dove l’avete posto?». Gli dicono: «Signore, vieni e vedi». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Ecco come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Costui, che ha aperto gli occhi al cieco nato, non poteva far sì che questi non morisse?». Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, venne al sepolcro. Era una grotta, e sopra vi era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che se credi vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra.

CRISOSTOMO: Mentre Maria parla, il Cristo non dice niente, e neppure ripete quanto aveva detto alla sorella; infatti c’era una gran folla, e non c’era tempo per quelle parole; egli condiscende e si umilia, svelando la sua natura umana: infatti, poiché stava per compiere un grande miracolo, e con esso avrebbe conquistato molti, con la sua condiscendenza attrae i testimoni, e mostra la sua natura umana; perciò si dice: Gesù allora, quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si turbò.

AGOSTINO: Chi infatti poteva turbarlo se non lui stesso? Il Cristo si turbò perché lo ha voluto; ebbe sete perché lo ha voluto; era infatti in suo potere essere toccato oppure non essere toccato da qualche cosa. Infatti il Verbo ha assunto l’anima e la carne, adattando a sé la natura di tutto l’uomo nell’unità della persona; perciò, là dove c’è il sommo potere, secondo il suo volere diviene debole e turbato.

TEOFILATTO: Così per provare la sua natura umana talora le lascia libero corso, mentre talora la domina e la frena con la potenza dello Spirito Santo. Il Signore permette che la sua natura sia provata in questo modo sia per mostrare che è uomo veramente e non solo apparentemente, sia per insegnarci con il suo esempio la giusta misura della gioia e del dolore. Infatti l’assenza totale della compassione e del dolore è una cosa da bruti, mentre la loro esuberanza è effemminata. Continua: e disse: Dove l’avete posto?

AGOSTINO: Non si deve pensare che non conoscesse il luogo del sepolcro, ma voleva piuttosto mettere alla prova la fede del popolo.

CRISOSTOMO: Infatti non vuole precipitarsi, ma apprendere ogni cosa dagli altri e operare dopo essere stato pregato, per sottrarre il segno da qualsiasi sospetto.

AGOSTINO: Io penso inoltre che la domanda significhi la nostra vocazione, che avviene di nascosto. Infatti la predestinazione della nostra vocazione è occulta, e il segno che è tale è la domanda del Signore fatta come se non conoscesse, poiché noi stessi siamo ignoranti; oppure perché altrove il Signore mostra di non conoscere i peccatori, dicendo (Mt 7,23): «Non vi conosco»; poiché nell’osservanza dei suoi comandamenti non c’è peccato. Poi continua: Gli dissero: Signore, vieni e vedi.

CRISOSTOMO: Infatti il Signore non aveva ancora mostrato alcun segno della risurrezione; perciò egli sembrava andare come uno che piange e non come uno che risuscita; per questo motivo gli dicono: vieni e vedi.

AGOSTINO: Il Signore vede quando ha misericordia, come si legge (Sal 24,18): «Vedi la mia miseria e la mia pena, e perdona tutti i mici peccati». Poi prosegue: Gesù scoppiò in pianto.

ALCUINO: Poiché egli era la fonte della pietà, nella sua natura umana piangeva per colui che con la sua natura divina era in grado di risuscitare.

AGOSTINO: Ma per quale motivo il Signore pianse se non perché volle insegnare agli uomini a piangere?

BEDA: Ora, è una consuetudine degli uomini piangere i propri cari defunti; i Giudei pensavano che il Signore piangesse secondo questa consuetudine; perciò soggiunge: Dissero allora i Giudei: Ecco come lo amava.

AGOSTINO: Che significa: come lo amava? Ciò che si dice in Mt 9,13: «Non sono venuto a chiamare i giusti a penitenza, ma i peccatori». Continua: Ma alcuni di loro dissero: Costui, che ha aperto gli occhi al cieco nato, non poteva far sì che questi non morisse? Ma ciò che sta per fare, cioè che un morto risorga, è molto di più.

CRISOSTOMO: Coloro che dicevano questo erano tra i suoi nemici. Infatti le opere stesse che dovevano provare il suo potere, essi le ritorcevano contro di lui, come se egli non le avesse realmente compiute; per esempio, la restituzione della vista al cieco nato, come se questo miracolo non fosse mai accaduto. Inoltre essi mostrano la loro corruzione nel fatto che, mentre il Cristo non è ancora giunto al sepolcro, anticipano l’accusa non aspettando il compimento dell’opera. Poi prosegue: Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, venne al sepolcro. L’Evangelista dice spesso appositamente che il Signore ha pianto e ha sussultato, perché tu impari che egli ha assunto veramente la nostra natura. Infatti, poiché questo Evangelista, più ancora degli altri, racconta le sue cose grandi, così egli parla anche delle cose più umili tra le realtà corporali.

AGOSTINO: Tu stesso cerca di commuoverti se vuoi predisporti alla rinascita. Ciò viene detto a ogni uomo oppresso da qualche cattiva abitudine. Segue: Era una grotta, e sopra vi era posta una pietra. Il morto sotto la pietra è il reo sotto la Legge; infatti la Legge che fu data ai Giudei fu scritta nella pietra. Mentre i rei si trovano tutti sotto la Legge, al giusto non viene imposta alcuna legge.

BEDA: La grotta è una pietra scavata. Essa viene detta monumento (monumentum) perché ammonisca la mente; ossia richiama alla memoria i defunti. Poi continua: Disse Gesù: Togliete la pietra.

CRISOSTOMO: Ma perché non lo fece risuscitare senza rimuovere la pietra? Forse colui che con la sua voce muove il corpo morto, non può a fortiori muovere una pietra? Non fece questo per renderli testimoni del miracolo; perché non avessero da dire ciò che avevano detto del cieco: non è lui. Infatti le mani e l’ingresso al sepolcro attestavano che era proprio lui.

AGOSTINO: In senso mistico dice: Togliete la pietra, cioè togliete il peso della Legge e predicate la grazia.

AGOSTINO: Forse vengono indicati coloro che volevano imporre l’onere della circoncisione a quanti venivano alla Chiesa dai Gentili; oppure coloro che nella Chiesa vivono in modo perverso e sono causa di scandalo a quanti vogliono credere.

AGOSTINO: Ma Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro, che avevano già visto Gesù risuscitare dei morti, non credevano che potesse risuscitare il loro fratello. Infatti continua: Gli rispose Marta, la sorella del morto: Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni.

TEOFILATTO: Ora, Marta dice questo da sfiduciata, come se credesse impossibile che il fratello venisse risuscitato a causa del numero dei giorni dopo la sua morte.

BEDA: Oppure queste non sono parole di disperazione, ma piuttosto di meraviglia.

CRISOSTOMO: Così ogni cosa tende a tappare la bocca degli increduli, affinché le loro mani rimuovano la pietra, le loro orecchie sentano la voce di Cristo, i loro occhi vedano Lazzaro uscire dalla tomba, le loro narici percepiscano l’odore del corpo defunto, e così rendano testimonianza del miracolo.

TEOFILATTO: Cristo ricorda alla donna ciò che le aveva detto in precedenza e che essa ha dimenticato; perciò continua: Le disse Gesù: Non ti ho detto che se credi vedrai la gloria di Dio?

CRISOSTOMO: Infatti la donna non ricordava ciò che il Cristo aveva detto in precedenza (v. 25): Chi crede in me, anche se muore vivrà. E ai suoi discepoli aveva detto (v. 4): Perché per essa (cioè per questa malattia) sia glorificato il Figlio di Dio. Invece qui parla della gloria di Dio Padre. La differenza si adatta alla diversità degli ascoltatori. Il Signore non voleva sconcertare i presenti, e perciò dice: Vedrai la gloria di Dio.

AGOSTINO: La gloria di Dio consiste in questo, che egli risuscita uno che manda già odore ed è morto da quattro giorni. Continua: Tolsero dunque la pietra.

ORIGENE: Il ritardo nel rimuovere la pietra fu causato dalla sorella del defunto; infatti, se non avesse detto: Già manda cattivo odore poiché è di quattro giorni, non si sarebbe detto: Disse Gesù: Togliete la pietra. Tolsero dunque la pietra. Essa fu rimossa con ritardo. Invece è opportuno che nulla venga frapposto fra il comando di Gesù e la sua esecuzione.

VERSETTI 41b-46

Gesù, alzati gli occhi, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato».  detto questo gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori». Colui che era stato morto uscì subito con i piedi e le mani avvolti nelle bende e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare». Molti dei Giudei dunque che erano venuti da Maria e Marta, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, credettero in lui. Ma alcuni andarono dai Farisei e riferirono loro ciò che Gesù aveva fatto.

ALCUINO: Poiché il Cristo in quanto uomo era inferiore al Padre, chiede a lui la risurrezione di Lazzaro; e dice di essere stato subito esaudito: Gesù, alzati gli occhi, disse: Padre, ti ringrazio perché mi hai ascoltato.

ORIGENE: Egli alzò gli occhi perché innalzò l’intelligenza umana, portandola con la preghiera al Padre altissimo. Chi dunque vuole pregare sull’esempio di Cristo, deve innalzare gli occhi del cuore e condurlo al di là delle cose presenti nella memoria, nel pensiero e nell’intenzione. Se a coloro che pregano degnamente in questo modo viene concessa da Dio la promessa propria della preghiera (Is 58,9): «Chiamerai ed egli dirà: Eccomi», quale risposta pensi che dovrebbe ricevere il Salvatore e Signore? Egli dunque stava pregando per la risurrezione di Lazzaro. Ma il Padre che solo è buono lo esaudì ancor prima che pregasse. Così, per il compimento della preghiera aggiunge il rendimento di grazie, dicendo: Padre, ti ringrazio perché mi hai ascoltato.

CRISOSTOMO: Ossia, non c’è alcuna diversità di volontà fra me e te. Con ciò non fa vedere che egli stesso non poteva o che era inferiore al Padre; infatti è un’espressione che si adopera anche tra amici e tra uguali in dignità. Ma per mostrare che non aveva bisogno di pregare soggiunge: Io sapevo che sempre mi dai ascolto; come se dicesse: perché sia fatta la mia volontà, non ho bisogno di pregare per persuaderti: infatti unica è la nostra volontà. Però dice questo in modo velato, a causa della debolezza della fede dei suoi ascoltatori. Infatti il Signore non guarda tanto alla sua dignità quanto alla nostra salvezza. Pertanto egli parla raramente in modo elevato di sé stesso, e anche quando lo fa parla in modo oscuro; invece le espressioni umili abbondano nei suoi discorsi.

ILARIO: Infatti non aveva bisogno della preghiera: pregò per noi affinché conoscessimo che egli era il Figlio; per questo motivo soggiunge: ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato. Infatti egli non traeva alcun vantaggio dalla parola di preghiera, mentre essa giovava alla nostra fede. Egli non aveva alcun bisogno di aiuto, ma noi abbiamo bisogno di istruzione.

CRISOSTOMO: Ora non dice perché credano che io sono inferiore, in quanto non posso fare nulla senza la preghiera, ma perché credano che tu mi hai mandato. Non dice: mi hai mandato impotente, riconosco la mia condizione di asservimento, e non riesco a far nulla da me stesso, ma: Tu mi hai mandato; affinché non pensino che sono contrario a Dio e non dicano: non è da Dio, e per mostrare che io faccio quest’opera secondo la tua volontà.

AGOSTINO: Il Cristo si recò al sepolcro in cui Lazzaro dormiva e lo chiamò subito dal sepolcro non come se fosse morto, ma come sano e pronto all’ascolto; perciò continua: E detto questo gridò a gran voce: Lazzaro, vieni fuori. Egli dice il nome perché non tutti i morti fossero costretti a uscire.

CRISOSTOMO: Ora non dice: risorgi, ma: vieni fuori, parlando al morto come se fosse vivo. Per questo motivo non dice: vieni fuori nel nome di mio Padre, oppure: Padre, fallo risorgere, ma, eliminando qualsiasi apparenza di uno che prega, procede a mostrare il suo potere con l’azione: poiché è conforme alla sua sapienza mostrare con le parole la sua accondiscendenza e con i fatti il suo potere.

TEOFILATTO: La gran voce con cui il Salvatore risuscitò Lazzaro è il simbolo della grande tromba che suonerà nella risurrezione universale. Egli gridò ad alta voce per smentire la favola dei Gentili secondo i quali l’anima resterebbe nella tomba. Infatti l’anima di Lazzaro viene chiamata, come se fosse assente, ad alta voce. Ora, come la risurrezione universale avverrà in un batter d’occhio, così anche questa risurrezione particolare; perciò segue: Colui che era stato morto uscì con i piedi e le mani avvolti nelle bende e il volto coperto da un sudario. Ora viene realizzato quanto era stato detto in precedenza (5,25): «È venuto il momento in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata vivranno».

ORIGENE: Si dice non in modo sconveniente che il grido e l’alta voce lo hanno risvegliato, e così si adempie quanto era già stato detto (V. I!): «Vado a svegliarlo». Ma anche il Padre, il quale esaudì il Figlio che lo pregava, risuscitò Lazzaro, sicché la risurrezione di Lazzaro fu un’opera comune: del Figlio che prega e del Padre che lo esaudisce: Infatti, come il Padre risuscita i morti e dona loro la vita, così il Figlio dona la vita a chi vuole.

CRISOSTOMO: Uscì legato perché non si pensasse che era un fantasma. Ma per il fatto che usciva legato, ciò non di meno risultava che era effettivamente risorto. Continua: Gesù disse loro: Scioglietelo, affinché toccandolo e avvicinandosi a lui potessero constatare che era veramente lui. Continua: lasciatelo andare, e ciò per umiltà; infatti non lo conduce e neppure gli ordina di camminare insieme con lui, per mostrare sé stesso.

ORIGENE: In precedenza (v. 42) il Signore aveva detto: «L’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Egli non avrebbe detto ciò se nessuno avesse creduto, come qualcuno che avesse ignorato il futuro. Perciò, per rimuovere questo dubbio, soggiunge: Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che aveva compiuto credettero in lui. Ma alcuni andarono dai Farisei e riferirono loro ciò che aveva fatto. Il discorso presente contiene qualcosa di ambiguo: o quelli che si recarono dai Farisei erano tra coloro che avevano creduto e intendevano riconciliare gli avversari del Cristo, oppure erano tra coloro che non credevano e volevano irritare ulteriormente contro di lui lo zelo dei Farisei. A me sembra più probabile che l’Evangelista abbia voluto esprimere la seconda opinione: infatti dice che molti di quelli che videro cedettero, mentre erano pochi gli altri dei quali aggiunge: Alcuni andarono dai Farisei e riferirono loro ciò che aveva fatto Gesù.

AGOSTINO: Sebbene secondo la storia dell’Evangelista noi riteniamo con piena fede che Lazzaro sia stato risuscitato, tuttavia non dubito che la sua risurrezione abbia anche un significato allegorico; poiché anche quando i fatti vengono allegorizzati, non perdono la credibilità della cosa compiuta.

AGOSTINO: Indubbiamente chi pecca muore, ma Dio con la sua grande misericordia risuscita le anime affinché non muoiano in eterno. Pertanto noi intendiamo che i tre morti che risuscitò nei loro corpi, significhino qualcosa riguardo alla risurrezione delle anime.

GREGORIO: Risuscitò la bambina in casa, l’adolescente fuori della porta e Lazzaro nel sepolcro. Giace morto in casa chi giace nel peccato, mentre è portato fuori della porta il peccatore pubblico e notorio.

AGOSTINO: Oppure, dentro è la morte, poiché il male escogitato non è ancora diventato azione. Se invece hai compiuto questo stesso male, hai come portato il morto fuori dalla porta.

GREGORIO: E’ oppresso dal muro della sepoltura chi è gravato nella perpetuazione della malizia dall’uso della consuetudine; ma spesso la grazia divina ha riguardo persino per costoro e li illumina con la sua luce.

AGOSTINO: Oppure prendiamo Lazzaro nel sepolcro per l’anima sommersa nei peccati terreni.

AGOSTINO: Tuttavia il Signore amava Lazzaro; in effetti, se non amasse i peccatori, non sarebbe disceso dal cielo in terra. Di chi poi è abituato a peccare si dice giustamente: Manda cattivo odore; infatti comincia ad avere una pessima fama come un odore terribile.

AGOSTINO: Dice giustamente: E’ già di quattro giorni. Infatti l’ultimo degli elementi è la terra, per cui ciò significa il pozzo dei peccati terreni, cioè delle passioni carnali.

AGOSTINO: Ora, il Signore si commosse, pianse e gridò a voce alta: perché risorge difficilmente chi è oppresso dal peso dell’abitudine. Il Cristo turba sé stesso, per indicarti in che modo anche tu ti devi turbare, quando sei gravato e oppresso da un peso così grande quale è quello del peccato. Infatti la fede dell’uomo dispiaciuto deve gemere nell’accusa delle proprie opere cattive, affinché l’abitudine del peccato ceda il posto alla violenza della penitenza. Quando dici: ho fatto quella cosa e Dio mi ha perdonato; ho udito il Vangelo e l’ho disprezzato; che cosa faccio? Già freme il Signore, perché la fede freme; e nella voce di chi freme compare la speranza di chi risorge.

GREGORIO: Ma a Lazzaro viene detto: Vieni fuori, per incitarlo a uscire dal pretesto e dall’occultamento del peccato verso l’accusa di sé stesso con la propria bocca; così chi giace nascosto nella propria coscienza a causa della propria malizia, esca fuori da sé stesso mediante la confessione.

AGOSTINO: Il fatto che Lazzaro uscì dal sepolcro indica l’anima che si allontana dai vizi carnali; ma il fatto che rimane ancora avvolta nelle bende significa che, anche se ci allontaniamo dai vizi carnali e serviamo con la mente la legge di Dio, essendo ancora costituiti nel corpo, non possiamo essere estranei alle molestie della carne; il fatto poi che il suo volto era coperto da un sudario significa che in questa vita non possiamo avere una piena conoscenza; invece il fatto che dice: Scioglietelo e lasciatelo andare, significa che dopo la vita presente saranno tolti tutti i veli, perché possiamo vedere faccia a faccia.

AGOSTINO: Oppure diversamente. Quando disprezzi, giaci defunto, mentre quando confessi, esci fuori. Ma che significa uscir fuori se non andar fuori da un luogo nascosto e mostrare sé stesso? Affinché però tu possa confessare, Dio opera gridando ad alta voce, ossia chiamandoti con una grande grazia. Ora, il morto esce ancora legato, ossia ammette di essere ancora colpevole; ma perché fosse liberato dai suoi peccati, il Signore dice ai suoi ministri: Scioglietelo e lasciatelo andare; cioè: «Quello che sciogliete sulla terra sarà sciolto anche nei cieli» (Mt 18,18).

ALCUINO: Perciò Cristo risuscita, perché rende vivi interiormente per mezzo di sé stesso, mentre i suoi discepoli sciolgono, perché attraverso il ministero dei sacerdoti coloro che sono vivificati vengono assolti.

BEDA: Con coloro che si recarono a dare l’annuncio ai Farisei sono indicati coloro che, vedendo le buone opere dei servi di Dio, li odiano proprio per questo motivo, li perseguitano e li calunniano.

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