TUTTI I SANTI – SOLENNITA’


TUTTI I SANTI – SOLENNITA’

Pax et bonum!

Carissimi fratelli e sorelle,
oggi la Chiesa celebra la Solennità di tutti i Santi per ricordare i redenti della terra che vivono ancora nel tempo e combattono la buona battaglia della fede, che sono un corpo vivo dove Cristo è il capo, ed essi le membra del suo corpo in comunione di speranze e di certezze con i fratelli già beati nel possesso eterno di Dio sono i viventi dell’Amore, uniti con quelli che in terra si purificano nell’attesa dell’ultimo incontro con il Signore.

In questo modo sono la “Comunione dei Santi” che lavano e hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello, vivono e vivranno alla presenza del Signore il cui regno non ha fine non ha bisogno di luce di lampada né di luce di sole. In questa Gerusalemme celeste, i redenti non hanno più fame e non hanno più sete, ma hanno guadagnato la vita in eterno, pur perdendola sulla terra disprezzandola fino alla morte.

Questa sterminata folla dei beati qui accennata, mi porta l’impeto a lasciarvi con gioia un commento su questa moltitudine immensa che San Giovanni Apostolo ci lascia contemplare nella sua Apocalisse nei versetti 7,2-4.9-14.

APOCALISSE 7, 2-4.9-14

Io Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele: Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen». Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello.

COMMENTO

I versetti di Apocalisse 7, 2-4.9-14 indicano le cose ultime, quelle escatologiche che devono avvenire alla fine dei tempi e momenti che il padre si è riservato alla sua scelta cf At 1, 6-7, sia per la Chiesa, sia per Israele e sia per il mondo, narrano il tempo della salvezza finale, le vicende della Chiesa e di Israele prima che sia distrutto il mondo al sopraggiungere del grande giorno dell’ira del Signore.

Viene detto ai quattro angeli di non devastare la terra né il mare né le piante, finché dice l’angelo non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio, ciò è il Tau cf Ez 9, 4-11 , a chi? ai:

“centoquarantaquattromila, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele:
dalla tribù di Giuda, dodicimila segnati con il sigillo;
dalla tribù di Ruben, dodicimila;
dalla tribù di Gad, dodicimila;
dalla tribù di Aser, dodicimila;
dalla tribù di Nèftali, dodicimila;
dalla tribù di Manasse, dodicimila;
dalla tribù di Simeone, dodicimila;
dalla tribù di Levi, dodicimila;
dalla tribù di Ìssacar, dodicimila;
dalla tribù di Zàbulon, dodicimila;
dalla tribù di Giuseppe, dodicimila;
dalla tribù di Beniamino, dodicimila segnati con il sigillo.”cf. Ap. 7,4-8

E questo perché? Perché al dire dell’Apostolo Paolo non bisogna che sia ignorato questo mistero: “l’ostinazione di una parte di Israele è in atto fino a quando non saranno entrate tutte quante le genti. Allora tutto Israele sarà salvato.” Rm 11,25.

Tutto Israele, dice, sarà salvato, ciò che infatti è espresso come totalità dei figli di Israele dal numero “centoquarantaquattromila” di Ap. 7, 4-8 quale numero sacro moltiplicato per mille. (cf nota 7,4 della Bibbia di Gerusalemme). E allora riprende l’apostolo: “Da Sion uscirà il liberatore egli toglierà l’empietà da Giacobbe” Rm 11, 26, E Israele sarà salvato. Salvezza totale del popolo di Israele, poiché dice il Signore: “In quel giorno io mi impegnerò a distruggere tutte le nazioni che verranno contro Gerusalemme. Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di Grazia e di consolazione: guarderanno a me, colui che hanno trafitto”. Zac 12, 9-10.

Così, i centoquarantaquattromila, tutto l’Israele di Dio, saranno segnati per la salvezza e torneranno a cercare il Signore e Davide loro re, alla fine dei giorni cf Os 3,5 e ciò alla fine dell’ultimo giorno, quando il profeta Osea prevede oltre al senso plenor della Resurrezione di Cristo presente nel suo vaticino cf Os 6,1-4 che Cristo sarebbe risorto il terzo giorno, quello letterale della conversione e resurrezione di Israele a fine mondo, per le parole: “Venite, ritorniamo al Signore: egli ci ha straziato ed egli ci guarirà. Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà. Dopo due giorni ci ridarà la vita in die tertia suscitabit nos et vivemus in cospectu eius” Os 6, 1-2 e che l’Apostolo Paolo richiama nel seguente modo: “Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?” Rm 11,15, e questo alla fine del mondo.

Svelato il mistero dei segnati, ossia dei centoquarataquattromila di Israele al tempo della fine, Giovanni passa alla visione della Chiesa Trionfante che è in cielo dopo l’ultimo combattimento terreno affrontato nel tempo della grande tribolazione, vede dice: “una moltitudine immensa, che nessuna poteva contare, di ogni tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, e tenevano rami di palma nelle loro mani” Ap 7,9. Sono i salvati assieme ai centoquarataquattromila redenti di Israele vissuti al tempo della grande tribolazione che ora l’Apostolo Giovanni vede in cielo, al cospetto di Dio, trionfanti sulla morte, lo adorano dicendo: “Amen! Lode Gloria Sapienza, azione di grazia, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli Amen” Ap 7,12.

Hanno combattuto nel tempo dell’anticristo la buona battaglia della fede e hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello. Così li identifica uno degli anziani cf Ap 7,13, dice che quelli vestiti di bianco: “sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’’Agnello”. Ap 7,14.

Gli abiti bianchi, che i beati portano, indicano che essi appartengono al cielo mentre i rami di palma mostrano che sono vittoriosi sulle potenze ostili a Dio e ora sono giunti allo stato perfetto in cielo. La grande tribolazione è l’ultima persecuzione della Chiesa, è tempo di angoscia per Israele e né mai ci sarà più un tempo così, perché poi al giungere della risurrezione universale, tutti i regni e i poteri della terra passeranno ai Santi nel Cielo cf Dn 7, 27 e poiché i segni della grande persecuzione ci svelano che essa è alle porte, allora alziamo il capo perchè la nostra redenzione è vicina.

Lasciamoci dunque santificare dal Sangue del Sacrificio di Cristo e vigilanti nell’attesa diciamo: Maranathà, vieni Signore Gesù!

Sicuro di avervi fatto cosa gradita impartisco ai fedeli lettori la Potente Benedizione di Dio Padre Figlio e Spirito Santo.